Buone previsione per la vendemmia 2018

Vendemmia vecchio stile, old style, quella targata 2018. Con tempi di raccolta che ricordano anni passati. Certo una realtà completamente diversa dallo scorso anno quando la vendemmia fu precocissima. Quest’anno si va per il sangiovese verso la terza decade di settembre. «E’ una vendemmia tradizionale, normale potremmo dire», osserva Mino Niccolai, presidente della Cantina Collina del Chianti. Cosa è successo rispetto al 2017? Lo scorso anno abbiamo avuto condizioni di siccità incredibili e di caldo record, nel 2018 invece è cambiato tutto. Per cui, primavera piovosa, ma anche giugno e inizio luglio piovosi e umidi e, per chiudere il quadro, anche dalla metà di agosto la pioggia non è stato affatto avara. Tutto questo ha determinato delle condizioni particolari che influenzano e caratterizzano, come è normale, la crescita dell’uva e dunque del vino che verrà.
Secondo le stime di Coldiretti nel 2018 c’è in primo luogo una produzione complessivamente in aumento tra 10% e il 20% con circa, a livello nazionale, 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno che, per la grave siccità, è stata tra le più scarse dal dopoguerra. E veniamo alla qualità del vino che verrà. «Le piogge hanno sicuramente influenzato questa annata 2018, ci sono zone ottimali comunque e il prodotto sarà buono – dice Niccolai – La vite, data la pioggia, ha un apparato fogliare verde e produttivo e in salute quindi risponde alla fotosintesi e produce zuccheri per l’uva». Già si coglie il sangiovese. E i lavori da fare non smettono mai. «Si segnala qualche presenza di muffe – osserva Niccolai – E gli agricoltori sanno che devono liberare la fascia dei grappoli dalle foglie che terrebbero il grappolo in ombra».

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